30 Novembre 2022
News

L'infinita partenza, Burundi e Congo, così lontani, così vicini

Di nuovo sveglia alle 5. I nostri ospiti provano a ripartire: Padre Jean Claude è atteso da impegni urgenti e sabato deve celebrare un matrimonio. Arriviamo in leggero ritardo il mercato-stazione è già pieno di vita. I sacerdoti scendono e io parcheggio. I bagagli, che erano nel retro della camionetta sono spariti, si teme il peggio. Cominciamo a cercare con apprensione, ma fortunatamente l'agenzia, aveva riconosciuto i sacerdoti e caricato in un'auto in partenza i bagagli, riservando ai due nostri amici i posti migliori.
Rifletto con sollievo sui preconcetti. Alla fine le auto cominciano a partire, la terza è quella con a bordo i nostri amici, ora accompagnati dall'unica incognita: il confine del Congo a Uvira. In genere apre alle 8, è prestissimo.
Torno in sede per lavorare sui progetti: oggi bisogna depositare il piano al Ministero degli Esteri. Sono di nuovo a Kajaga (la struttura allagata insieme a mezzo quartiere) destinata alla formazione alberghiera per delle verifiche amministrative e tecnica.
Mi accorgo di un fatto positivo, il sorvegliante ha avviato un piccolo allevamento di maiali sulla parte di terreno asciutto. Piccolo, ma quanto basta per dirmi nella sua lingua che non comprendo, che ha voglia di fare, che il suo tempo non vuole passarlo a guardare rane saltare fuori dalle pozze. Bene, penso. Ma non tutti i nostri ragazzi coinvolti sono così.
Torno a casa e mi accoglie la notizia che i nostri amici Caracciolini sono stati bloccati e torneranno con noi almeno un altro giorno. Per festeggiare, penne al sugo fatte alla burundese. Buone.
Alle 15, dall'avvocato con lo staff per verificare tutte le cose lasciate in sospeso da don Enzo.
Alle 16 si torna in curia, il vescovo è ancora troppo impegnato, il vicario è a Ryarusera per le cresime, purtroppo ritarda e ci accordiamo per domani.
Siamo vicini ai padri svizzeri, congregazione che ho conosciuto nel ‘98 con don Enzo. Proviamo ad andare a salutarli e veniamo accolti da un religioso che ha studiato al seminario dei caracciolini, a Goma, ma quant'è piccolo il mondo?
Domani ripartiranno, forse, ma una messa qui almeno l'hanno celebrata.
Domani c'è anche l'appuntamento con l'università di Ngozy a Bugarama. Mi accorgo che siamo quasi a secco, così ci mettiamo alla ricerca del carburante. Dall'invasione russa il prezzo è quasi raddoppiato, anche in Africa, ma qui un litro costa come un giorno di salario.

Tiziano La Rovere, presidente di Dapadu Abruzzo

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