08 Agosto 2022
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Il futuro e il passato hanno lo stesso sapore: quello della dolce marmellata del collaboratore di don Enzo

Il week end qui, inizia alle 14 di venerdì, lo chiamano pomeriggio sportivo. Il sabato è il giorno delle feste, dei matrimoni dei piccoli grandi eccessi. Gli uffici sono tutti chiusi. Io lo trascorro solo con le carte di don Enzo.
Cerco di ricostruire l'elenco dei progetti e la loro storia, i loro problemi: don Enzo, nel suo ordine personale, conservava tutto, ritrovo persino documenti da me firmati nel 1998 e anche report delle sue prime esperienze.
Ci vorrebbe un mese solo per questo.
Un collaboratore burundese di Enzo di tanti anni fa interrompe il mio lavoro. Ora vive in Repubblica Ceca, lavora in Francia ma è in Burundi per pochi giorni per l'anniversario della morte della mamma. Ci incontriamo e mi fa conoscere il padre ormai anziano, di lui ho un ricordo nitido, perché faceva la più buona marmellata di fragole del pianeta, ma lui ammette candidamente di non riconoscermi.
Ha avuto dieci figli, solo una vive in Burundi. Si ritroveranno tutti per il 6, giorno della ricorrenza.
Tornando verso casa comincio a pensare a quanta gente conoscevo in Burundi. Praticamente tutti i giovani oggi risiedono all'estero: è il triste destino di chi nasce in un paese povero come il Burundi.
Ora però il problema della serata è come intercettare la zanzara entrata in casa nonostante la zanzariera e, soprattutto, capire da dove.
Tiziano La Rovere, presidente Dapadu Abruzzo

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