02 Dicembre 2020
Associazione

chi siamo

Verso la fne degli anni Sessanta dello scorso secolo, l’allora Vescovo della Diocesi di Teramo, Mons. Abele Conigli, si incontra con il Vescovo di Bujumbura, Mons. Michel Ntuyahaga per sottoscrivere un protocollo di accordo concernente l’impegno per un gemellaggio tra le due diocesi fnalizzato a creare una “missione” a Ryarusera, un popoloso villaggio ad una cinquantina di chilometri dalla Capitale del Burundi. Il Burundi è nel cuore dell’Af-rica, nella regione dei Grandi Laghi.

E’ un Stato piccolo, circa due volte e mezzo il nostro Abruzzo, e con una popolazione di circa 10 milioni di abitanti. E’ un piccolo paradiso clima dolce, dove le stagioni sembrano fondersi in un´unica primavera. Tuttavia la vita non è facile per gli abitanti Burundesi che per la maggior parte traggono sostentamento dal lavoro della terra, in milioni di esigui appezzamenti aggrappati a colline che caratterizzano il paesaggio.

Tutto ciò fa che questa nazione sovrappopolata e priva di risorse minerarie, nelle statistiche della Banca Mondiale si collochi fra le più povere al mondo e continui a dipendere dagli aiuti internazionali per il suo sviluppo. Ma è qui che cominciò, nel 1971, la sua lunga avventura in Africa, Don Enzo Chiarini, in una delle aree più belle ma più povere del Burundi, a Ryarusera, sulla cresta montagnosa dell’altopiano che divide i bacini idrografci dei fumi Congo e Nilo, a 2.300 m di quota, sotto il sole dell’equatore.

Con la sua tenacia e la sua energia, doti migliori fra gli abruzzesi, egli dette, fn dall´inizio della sua missione, concretezza al messaggio del Vangelo riuscendo a mobilitare una popolazione rassegnata alla fatalità della povertà ancestrale e ad incamminarsi con un impegno concreto verso uno sviluppo sostenibile. Parallelamente in modo convincente è riuscito ad ottenere sostegno e risorse in Abruzzo, ma non solo, per una serie di progetti di sviluppo tanto sul piano sociale che su quello economico.

Avvalendosi dell´aiuto di tanti volenterosi europei che nel corso degli anni si sono succeduti al suo fanco sul campo, implicandosi anche manualmente nel lavoro, nonché della partecipazione della popolazione di Ryarusera e dell´appoggio delle autorità burundesi, egli ha portato a termine o lanciato varie componenti di un progetto di sviluppo integrato, con l´obiettivo non solo di alleviare la povertà, ma anche di gettare le basi per un futuro economicamente sostenibile. È cosi che accanto alla chiesa, alle scuole ed al dispensario, si sono materializzate nel tempo anche un caseifcio, una scuola professionale, una fornace per la produzione di mattoni e tegole, un forno per il pane, un alveare, nonché una mini-centrale idroelettrica, vari lavori di micro infrastrutture stradali, un´area polivalente, estendendo la “missione” da Ryarusera a Kyienzi, a Mwizinga, a Bugurama, quindi in gran parte della Provincia di Muranvia.

Altre iniziative sono in preparazione in attesa di reperire i fnanziamenti, come miglioramento dell ´abitato, campagna di rimboschimento, miglioramento del bestiame, introduzione di colture commerciabili, ecc. La tragedia ruandese giunse presto nel vicino Burundi, accendendo diversi focolai di guerra civile inter-etnica, già intorno alla metà degli anni settanta del secolo scorso. La presenza dei volontari italiani a Ryarusera, che invece di cercare rifugio nella capitale decisero di restare, ebbe un effetto deterrente e rassicurante per la popolazione dell´intera regione. Ciò è stato riconosciuto ed apprezzato non solo dalle autorità nazionali, ma anche dai rappresentanti delle ambasciate e dalle organizzazioni internazionali in loco.

Le guerre civili in Burundi hanno purtroppo lasciato dietro di sé delle urgenze umanitarie alle quali si sta cercando sollievo. E’ cosi che sono iniziati i corsi di recupero psicologico e formazione professionale delle giovani donne-soldato, reclutate a forza dai guerriglieri, o le azioni di protezione di bambini rimasti orfani, per i quali è necessario trovare sostentamento e formazione. Storia di Dapadu
STORIA DI DAPADU

DAPADU nasce uffcialmente nel 1992, con il nome di Gruppo Progetto Burundi, avente sede operativa a Teramo affliata all’Associazione DPdU di Campobasso, già iscritta nell’elenco delle ONG riconosciute idonee dal Ministero degli Affari Esteri, ai sensi della L. 49/87. L’incontro tra don Enzo Chiarini e Giuseppe Di Fabio, all’epoca Presidente dell’associazione DPdU ONG, fu un incontro profcuo, basata sulla reciproca stima e rispetto dei principi di giustizia e solidarietà. Insieme, molte cose sono state fatte in Burundi, dove il Gruppo Progetto Burundi viene ribattezzato con il nome DAPADU. In seguito anche presso la sede di Teramo viene assunto il nominativo DAPADU.

Nel 2011, dopo vent’anni di stretta collaborazione con l’associazione DPdU ONG di Campobasso, i volontari abruzzesi che sostengono don Enzo nella sua azione missionaria in Africa, decidono di costituire un’associazione autonoma non più affliata alla sede madre di Campobasso. Le motivazioni di tale decisione vanno sicuramente ascritte alla necessità di acquisire una maggiore speditezza nelle operazioni decisionali, senza dovere attendere il placet del CDA di Campobasso, ma anche all’orgoglio, tutto abruzzese, di costituire la prima associazione in Abruzzo riconosciuta idonea ad essere iscritta nell’elenco pubblico del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Nel mese di luglio, quindi, una dozzina di soci si riunirono a Pineto presso lo studio del Notaio Faieta per redigere l’Atto Costitutivo della “nuova” associazione e lo Statuto ad esso allegato, ponendo la prima pietra per la realizzazione di una Organizzazione della società civile che si ispiri ai principi della cooperazione internazionale, della solidarietà tra i popoli, della tutela dei diritti umani e della dignità di ogni individuo. Il passo successivo fu quello di inoltrare apposita domanda alla competente Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate per richiedere l’iscrizione all’Anagrafe Unica delle ONLUS, allegando lo Statuto. In tale occasione si è reso necessario modifcare lo Statuto per renderlo più consono al principio di tutela dei diritti civili di cui al D.Lgs. 460/97. Dal 13 febbraio 2012 l’associazione è iscritta all’Anagrafe Unica delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale con il nominativo DAPADU ABRUZZO ONLUS.



FINALITA'

Fin dall’inizio le attività dei soci di DAPADU non si sono limitate ai soli progetti di sviluppo, ma sono state indirizzate soprattutto verso l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza (abruzzese, italiana, europea) sulle problematiche che il mancato sviluppo di tanti paesi determinano nello scenario internazionale. Nell’era della globalizzazione, in cui il lavoro è ormai quasi completamente eseguito dalle macchine, non possiamo ignorare che gli squilibri economici mondiali si sono ancor più accentuati ed i continui appelli del Papa ai potenti della Terra per un profondo mutamento sia del nostro attuale ordinamento sociale, sia di un drastico cambiamento dell’uomo, verso il ritorno ai veri valori, non costituisce soltanto un’esigenza etica e religiosa, ma è la condizione perché possa essere evitata la catastrofe e l’umanità possa vivere senza odio e senza guerre, in armonia con la natura.

Le attività di sensibilizzazione, educazione e formazione sulle predette tematiche condotte da DAPADU sul proprio territorio, è un’occasione importante per concedere ad ogni singola persona la possibilità di essere protagonista di un cambiamento sociale necessario per addivenire ad una società più imparziale. L’Associazione DAPADU è un’associazione di volontari senza scopi di lucro, che si propone di cooperare allo sviluppo dei paesi poveri attraverso una serie di attività che costituiscono il flo portante del proprio statuto (ved. Art. 5 dello statuto modifcato).


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