08 Agosto 2022
News

Diario africano: ripartire da Kajaga, per alimentare una nuova africana per Dapadu

Otto giorni in Africa. Dopo una notte insonne in preda alle zanzare prepariamo la partenza di padre Jean Claude e di padre Emmanuel andando a prenotare l'auto che li riporterà alle loro missioni in Congo. Acquisto una zanzariera, torno a Kajaga ma è allagato il centro finanziato dalla Regione Abruzzo che con rammarico avevo visitato il primo giorno.
Decido una visita più accurata e così riesco ad arrivare al lago e vedere la struttura da altro punto. Kajaka è su una lingua di terra fra un fiume e il lago. Non tutto è sommerso, anzi, e qualche vicino comincia a riattivarsi. Intorno ci sono persino dei piccoli allevamenti di maiali.
Ma la sorpresa arriva dalla spiaggia. Invece di pensare a proteggerla dal lago, è diventata una vera e propria cava, dove camion di enormi dimensioni portano via la sabbia necessaria per le costruzioni della città.
Oggi è ancora impossibile far visita al vescovo.
Ne parlo con Abbe Adriano, illuminato sacerdote promotore del rapporto tra Burundi e Teramo, che mi ha invitato a pranzo.
Tradizionalista nel mangiare, sapori non nuovi ma inusuali per i miei gusti, il tutto annaffiato da un apprezzatissimo vino di banana. Lui mi consiglia come contattare il vescovo e mi dà dei riferimenti. I nostri ospiti caracciolini ripartendo domani non riusciranno ad incontrarlo. Ma l’incontro vale, mi ha contattato il vicario Diocesano, mons. Anatol, si impegnerà per noi.
Incontriamo Leonidas, il referente delle strutture interne viene in città per il progetto della fontana. Domani si procurerà il cemento, tubi, rubinetteria e materiali vari e giovedì cominceranno. Spero che lunedì, quando risalirò per incontrare il parroco di Ryarusera, potrò vedere lo stato dei lavori.
Questa sera ascolterò il bilancio della visita dei padri caracciolini, speriamo bene. Tengo molto alle loro suggestioni.
Domani sveglia alle 5.00 partenza alle 6.00 per il mercato dove stazionano le auto per il Congo: li attende un viaggio di due giorni in una macchina di 8 posti, bagagli compresi.
Sono grato al Signore di avermi fatto conoscere padre Jean Claude e padre Emmanuel. Sono convinto che DAPADU farà cose belle insieme a loro per gli ultimi di Burundi e Congo.
Tiziano La Rovere, presidente di Dapadu Abruzzo

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