30 Novembre 2022
News

Diario africano. Il ritorno in Italia con i semi messi a dimora per il futuro

Sulla strada di casa per un viaggio che durerà 14 ore, più corto dell'andata, la pausa ad Addis Abeba dura solo 2 ore. Spero che l'impegno profuso da me e i ragazzi di Dapadu porti frutti. In questi giorni africani sono nate tante cose, un bagaglio che porto a casa con speranza è soddisfazione.
Abbiamo avviato, grazie ai fondi del 5 per mille di DAPADU Abruzzo, in collaborazione con il Comune di Muramvya e le 4 zone di cui è composto, un corso di formazione per giovani falegnami, con la possibilità poi di creare con gli stessi una cooperativa.
Grazie, invece, al generoso contributo di una società edile teramana, la IPG SPA, è stato possibile avviare la ristrutturazione di una sorgente e un acquedotto che serve la zona di Kienzy, la scuola Pescara1 e il mercato di Muyzinga. E con un piccolo sforzo economico, fornendo materiale da costruzione realizzeremo, in collaborazione diretta con il direttore della scuola Pescara1 la nuova struttura dedicata ai bagni per gli alunni.
Con le cooperative Kinyereza e Wemalk si avvierano progetti legati alla produzione agricola e all'allevamento di pulcini per rifornire le famiglie della zona.
Si tratta di piccoli passi che vogliono riavviare il lavoro interrotto durante il covid. Ma il compito più arduo sarà ristabilire una relazione proficua con le Istituzioni laiche e religiose del Paese, compito che veniva svolto esclusivamente da don Enzo e che oggi si scopre lacunoso.
La maggior parte dei progetti di Dapadu veniva finanziata in Burundi da istituzioni internazionali aventi base lì. Ambasciate, organizzazioni ONU, Fondazioni, che però richiedono presenza affidabilità e struttura. E su questo si dovrà fare altro.
Ci aspetta anche l’opera di rinnovo anche del ruolo della associazione italiana, che per due anni è stata ferma, va ricalibrata la collaborazione tra le due parti di associazione tra i due paesi: più capaci di autonomia in Burundi, meno spettatori in Italia.
Prima di partire ho incontrato i referenti della famiglia di Innocent per la soluzione di questioni legate ai terreni contesi del forno per mattoni, di Bujumbura e di Kienzy.
Inoltre nell'ottica di stimolare i dipendenti ho voluto premiare personalmente un sorvegliante, Claude di Kajaka perché durante i due anni di covid, pagato con uno stipendio non più adeguato ai costi della vita a causa di un'inflazione galoppante, non si è arreso, non ha implorato aumenti che oggi non possiamo garantirgli, ma chiedendo un piccolo spazio del terreno da lui sorvegliato, ha avviato, a sue spese, un piccolo allevamento di maiali che, mi ha spiegato, lo aiuta a sostenere la sua famiglia di sei figli. Spero sia di esempio per gli altri.
Mi sono reso conto che la povertà estrema impedisce a molti, in particolare le bambine, di frequentare la scuola primaria.
La frequenza scolastica è gratuita, ma si può andare solo con la divisa e avendo quaderni e il necessario per scrivere e disegnare. Ho proposto a DAPADU, su idea e suggerimento dei padri caracciolini nostri ospiti per qualche giorno,
di creare una sorta di sostegno formativo a distanza con i bambini e le famiglie d'Abruzzo e d'Italia, vedremo.
Il profumo di un bar appena aperto mi dice che sono a Roma. Il tempo è volato, spero sia stato ben speso.

Tiziano La Rovere, presidente Dapadu Abruzzo

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